Pagina dedicata a Vittorio Cappellini

Per chi non ha avuto la fortuna di conoscere Vittorio Cappellini.

n 14 novembre 1934 ◊  † 4 agosto 2009

La storia di Vittorio Cappellini è fortemente legata a quella della Scuola Calcio A.C. Capostrada. Nel 1972, insieme a Luca-Fabio Fontana, Alfiero Sforzi e Stanislao Moruzzi, ha fondato l´Associazione Calcio Capostrada. Da questa data Vittorio ha iniziato la sua esperienza di dirigente presso l´associazione sportiva. Le sue mansioni erano molteplici e la sua disponibilità è immensa, sia nei confronti dei colleghi che nei confronti dei bambini della Scuola calcio. Spesso Vittorio ha svolto il ruolo di accompagnatore: più di una volta si è seduto in panchina a fianco dei ragazzi e del mister dispensando buoni consigli, accettati anche dai ragazzi più orgogliosi e dai mister più testardi. Con il tempo Vittorio Cappellini è diventato l´autista del pulmino della Scuola Calcio e in questi anni ha macinato chilometri e chilometri, sempre pronto a riportare a casa i suoi ragazzi, anche i più ritardatari. Durante quei viaggi Vittorio si accendeva una sigaretta e iniziava sempre una lunga conversazione con i suoi piccoli passeggeri.

Gli argomenti di quei brevi viaggi erano i più disparati, le partite di campionato da giocare, l´andamento scolastico, la serie A, il ciclismo…spesso i bambini rimanevano affascinati e coinvolti da quel suo modo di raccontare situazioni e vicende, era degno del più grande degli affabulatori. Si creava così una profonda relazione tra Vittorio e i suoi ragazzi fatta di parole, aneddoti e racconti, un rapporto che soltanto lui era in grado di costruire, anche con i ragazzi più difficili, anche con i ragazzi più timidi. Talvolta questo suo modo di riuscire ad entrare in sintonia con i bambini era colto dagli stessi genitori dei nostri tesserati che spesso dicevano “Da me non accetta consigli, ma da Vittorio..sì…” Noi vogliamo ricordarlo con queste poche righe e con qualche foto, immaginandocelo appoggiato alla rete del campo sportivo di Capostrada, mentre guarda da solo una partita di Esordienti e fuma una sigaretta. E di fronte ad una giocata di un giovane calciatore esclama tra sè: “Questo è un talento”.

Lettera del Prof. Daniele Dessì (responsabile della Scuola Calcio A.C. Capostrada), scritta in ricordo di Vittorio Cappellini.

Mi sono dovuto alzare, non riuscivo a dormire, sentivo di dover scrivere, si scrivere di getto!…coincidenze, sensazioni, emozioni, ricordi, aneddoti e pensieri: e così ho provato a fare! Abito anch´io in Porta al Borgo, e ieri sera rientrando a casa ho intravisto un´automedica e i Vigili del Fuoco, ma non pensavo che potesse essere successo qualcosa a qualcuno che conoscevo, non ci si pensa mai! Ore 19:45 arriva la telefonata di Lorenzo: “Dani ti devo dare una brutta, brutta notizia, gli ho fatto finire di parlare, ma dentro di me sapevo già quello che avrebbe detto e soprattutto di chi parlava! (1 + 1 = 2). Il buon “vecchio” Vittorio Cappellini ci ha lasciato. Sì, perchè per noi lui era il “vecchio”, l´aggettivo, l´appellativo, chiamatelo come volete non era assolutamente dispregiativo, ma stava a significare tante altre cose che Vittorio era per noi e per il Capostrada. Memoria storica di questa società, per chi ha frequentato e frequenta la nostra scuola calcio. Quante partite e campi ha visto, quanti ragazzi ha riportato a casa con il suo pulmino e quanti ne ha visti divertire gioire piangere crescere e diventare uomini, tanto da vedere giocare addirittura i figli di questi ragazzi. Quante mattine o pomeriggi dopo gli allenamenti mi sedevo accanto a lui e chiedendoli come sempre una sigaretta in prestito incominciava a raccontare, le sue storie, i suoi aneddoti, pillole di saggezza: sul calcio, sul ciclismo, sulla guerra, sulla politica, insomma sulla vita… 100 volte mi avrà raccontato le sue storie, di quando da bambino, sulla via Fiorentina durante la seconda guerra mondiale i tedeschi passavano con i loro carri armati, o di quando faceva il militare e durante l´addestramento lanciavano le granate lungo il fiume Po… e quante altre: di Coppi, Bartali, Merckx e tante, tante ancora… ed ogni volta, non mi stancavo mai di riascoltarle, perché avevano dentro quel romanticismo e quella passione che solo un nonno ad un nipote riesce a trasmettere. Io voglio ricordarlo come l´ ultima volta che l´ho visto: con i suoi occhiali da sole, la sua inseparabile sigaretta in mano, e il suo gentilissimo sorriso. A volte pensiamo alle persone più assurde da prendere da esempio o da mitizzare e ricordare, io nel mio piccolo voglio mettere tra le persone che ho conosciuto e hanno lasciato qualcosa di bello e positivo dentro di me Vittorio Cappellini e dirgli arrivederci buon vecchio romanticone della vita.

 

Con grande affetto,

 

Daniele Dessì